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Moni Ovadia a Pisa con il Quintetto d’archi di Torino

26 marzo

Gratuito
Moni Ovadia a Pisa con il Quintetto d'archi di Torino

Le sette ultime parole di Cristo sulla croce (evento ad accesso gratuito)
Edoardo De Angelis | violino
Umberto Fantini | violino
Andrea Repetto | viola
Manuel Zigante | violoncello
Moni Ovadia | voce recitante

FRANZ JOSEPH Haydn (Rohrau, 1732 – Vienna, 1809)
TESTI DI VALERIO Magrelli
Introduzione – Maestoso e adagio
Sonata I – Pater, dimitte illis quia nesciunt quid faciunt – Largo Sonata II – Hodie mecum eris in Paradiso – Grave e cantabile Sonata III – Mulier, ecce filius tuus – Grave
Sonata IV – Deus meus, Deus meus, utquid dereliquisti me? – Largo
Sonata V – Sitio – Adagio
Sonata VI – Consummatum est – Lento
Sonata VII – In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum – Largo
Il terremoto – Presto e con tutta forza

Il concerto sarà preceduto da una lezione propedeutica ad ingresso libero in programma lunedì 26 marzo alle ore 18 presso la Sala Azzurra della Scuola Normale Superiore.

Nel 1786 Franz Joseph Haydn riceve da un canonico di Cadice, nella Spagna meridionale, la richiesta di comporre una musica da eseguirsi durante le cerimonie del Venerdì Santo. Nasce la Musica instrumentale sopra le 7 ultime parole del nostro Redentore in croce ovvero Sette Sonate con una introduzione ed alla fine un Terremoto Hob:XX:1 nella versione originale per orchestra. Haydn ha sempre considerato questa composizione come uno dei suoi lavori migliori, tanto da indurlo, per sopperire alle esigenze di amatori che non erano in grado di disporre dell’orchestra necessaria, a preparare nel 1787 una trascrizione per quartetto d’archi Hob:XX:2, e una riduzione per pianoforte Hob:XX:3 e infine, nel 1796, una versione per coro e orchestra Hob:XX:4 su testo di un canonico di Passau. La migliore presentazione di questo brano si deve allo stesso Haydn che, nell’inviare la partitura alla Breitkopf & Härtel per la pubblicazione, allegò la seguente prefazione: «Circa quindici anni fa mi fu chiesto da un canonico di Cadice di comporre della musica per Le ultime sette Parole del Nostro Salvatore sulla croce. Nella cattedrale di Cadice era tradizione produrre ogni anno un oratorio per la Quaresima, in cui la musica doveva tener conto delle seguenti circostanze. I muri, le finestre, i pilastri della chiesa erano ricoperti di drappi neri e solo una grande lampada che pendeva dal centro del soffitto rompeva quella solenne oscurità. A mezzogiorno le porte venivano chiuse e aveva inizio la cerimonia. Dopo una breve funzione il vescovo saliva sul pulpito e pronunciava la prima delle sette parole (o frasi) tenendo un discorso su di essa. Dopo di che scendeva dal pulpito e si prosternava davanti all’altare. Questo intervallo di tempo era riempito dalla musica. Allo stesso modo il vescovo pronunciava poi la seconda parola, poi la terza e così via, e la musica seguiva al termine ogni discorso. La musica da me composta dovette adattarsi a queste circostanze e non fu facile scrivere sette Adagi di dieci minuti l’uno senza annoiare gli ascoltatori: a dire il vero mi fu quasi impossibile rispettare i limiti stabiliti». La composizione, la cui prima esecuzione ebbe luogo presumibilmente il Venerdì Santo del 1786, si articola in sette sonate in tempo lento che meditano sulle ultime frasi pronunciate da Cristo sulla croce, precedute da una maestosa introduzione e concluse con un Presto che descrive il terremoto che sconvolse il Calvario come racconta il Vangelo di Matteo. Quando l’editore Artaria pubblicò il lavoro, Haydn fece inserire all’inizio di ogni sonata il testo delle sette parole sotto la parte del primo violino, per far concentrare gli esecutori sul contenuto di quanto suonano.

Dettagli

Data:
26 marzo
Prezzo:
Gratuito
Categoria Evento: